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Etichetta: schizoidismo


Wahnstimmung

Link sul concetto di Wahnstimmung. Qui, anche, al di fuori del contesto schizofrenico, nel significato di uno stato di dissociazione e di un’ansia vaga e indefinita. Continua a leggere

Il “problema difficile” della coscienza. Il paradosso, la natura inafferrabile e individuale del percepire la coscienza di un cervello.

Riguardo il “problema difficile” della coscienza. Leggi l’intera pagina

Quanto è triste essere malati sapendo così tanto della propria malattia e non potendo farci niente.

Il solitario

Il solitario è quello che rimuove la sua presenza per non angosciare e infastidire l’altro, per lasciargli vivere la sua illusione, poiché la verità non porta a nient’altro che dolore. L’innamorato che si fa da parte per lasciare vivere l’altra, l’Oblomov che non ci prova nemmeno a far andare le cose perché sa che non possono andare. Quanto assurdo sarebbe che il tempo si innamorasse di una ragazza, o che la morte le scrivesse una poesia d’amore. Continua a leggere

Due cose diametralmente opposte, spinte al loro estremo, finiscono per somigliarsi moltissimo.

Un obeso che mangia fino ad esplodere e un anoressico che digiuna fino a implodere, crepano entrambi.

La luce intensa che ti acceca fino a non lasciarti vedere nulla, è la stessa cosa che il buio assoluto.

Chi l’avrebbe mai detto, che dopo il nichilismo, c’era un ulteriore involontario passo da compiere. Nel nullismo, tutto è diverso, e ancora più ridicolo quando visto dal di fuori.

Realtà virtuale

La realtà virtuale e la realtà aumentata stanno talmente indietro nello sviluppo tecnologico. Oggi siamo ancora così indietro che è ridicolo, benché comprensibile: ’sta roba è difficilissima da progettare, tiri da una parte, arriva un contro enorme dall’altra. Continua a leggere

Sulla responsabilità come soluzione

Erano i vecchi padri di famiglia dell’era pre-nichilistica, che credevano in un futuro, e che raccontavano ai loro figli le loro morali, le loro speranze, i loro valori. Leggi l’intera pagina

Di tutto lo stupido cinguettare umano, il peggio si ha nei pasti, dove il chiasso sale e il nulla si fa fecondo. Dopo ore di orrore immondo, ognuno se ne torna a casa senza saper assolutamente nulla più di prima, anzi, con rinnovata imbecillità.

La RL è cringe.

Breve guida per destreggiarsi nel mondo della salute mentale

L’essere umano è per sua natura incoerente e inconsistente. Leggi l’intera pagina

Che allora dicevi, “gli umani”, come fossero, questi, qualcosa di lontano. Certo lo siamo però anche noi, purtroppo, e ben consci di ciò, siamo rimasti distanti, perché nemmeno tra di noi può generarsi quell’autoillusione necessaria perché si verifichi l’inganno del senso, e così, come i numeri primi, come nel libro, ognuno per la sua strada. Che poi non è una strada, è attendere la morte col minor collaterale possibile, che poi mai si realizza – nemmeno quello, e quindi le alchimie nel sangue e i disperati lamenti.

La gente ha l’opzione -v abilitata di default.

Ed è assurdo per quanto tempo devono andare avanti a spiegare una cosa a uno, che poi questo è capace che alla fine non ha capito comunque nulla. Si parla di 1 minuto contro 30 minuti.

Hanno tutti la faccia da schiaffi.

Oddio. Mi sono svegliato nei miei panni.

Sei difettoso

Derek Muller è andato a visitare Cernobil… Leggi l’intera pagina

La mia personalità con le pillole di Matrix

Memez are fun. Leggi l’intera pagina

JAI @jaivcalla – “Che cazzo, devo dirlo…”

Piano ontologico di esistenza completamente diverso rispetto alla gggente.

(Direct link to the video[🡕]) Trovo questo video un ottimo discorso assurdista e schizoide, indipendentemente da chi è la persona in questione e che cosa stesse passando.

Vedi anche: University of Utah Neuroscience Initiative – The Unfixed Brain[🡕]

Madame – L’illusione dell’amore, e la più grande paura: l’anedonia

(Direct link to the video[🡕]) Madame (Francesca Calearo) parla bene riguardo l'illusione dell'amore, e rispondendo alla seconda domanda, dice che la sua più grande paura è non essere più capace di stupirsi e di provare emozioni; praticamente di diventare schizoide, asd.

2021/03/24, Sopra le righe

Sembra che le donne ti diano chissà che cosa… È una roba che dura cinque minuti. Fra l’altro: il piacere dura poco, la fatica è tanta, e la posizione è ridicola.

Vittorio Feltri, in più occasioni, in TV e in radio

Luigi Anepeta, psicoterapeuta, sul forum ufficiale della LIDI (Lega Italiana per la tutela dei Diritti degli Introversi)

https://lidi.forumfree.it/?t=51672617&st=30#entry625292054[🡕]

La percentuale di introversi varia a seconda delle statistiche: in difetto di una chiara definizione del modo di essere introverso si va dal 5% al 25% – cifra quest’ultima sostenuta da studiosi statunitensi. La proposta del 5-7% avanzata nel mio libro “Timido, docile, ardente…” non l’ho ricavata da ricerche, ma dall’osservazione nelle scuole elementari laddove il bambino introverso, che si riconosce a colpo d’occhio, è in media 1 su 15-20. Oggi sarei propenso ad allargare il range al 5-10%.

Che l’introversione abbia un’origine genetica – i cui sviluppi negativi o positivi dipendono dalle influenze ambientali mi sembra indubitabile dati non solo i tratti comportamentali precocemente osservabili, ma soprattutto i “vissuti” (l’empatia, il senso di giustizia, la sensibilità estetica, ecc.): conseguenza – gli uni e gli altri – della neotenia che, in assoluto, è la dimensione più specifica dell’introversione.

La genetica è una scienza estremamente complessa e esposta al rischio di “aberrazioni” ideologiche. In rapporto all’introversione, ciò che appare certo è che non esiste un gene dell’introversione, ma una costellazione di geni – decine, centinaia, forse migliaia – presenti nei corredi genitoriali che vengono “estrapolati” in conseguenza della loro combinazione. Nei genitori essi possono essere manifesti a livello di tratti di carattere o mascherati dalla prevalenza di geni estroversi. Estrapolati e combinati in vari modi danno luogo al modo di essere introverso.

Luciano si era talmente abituato a essere solo e a vivere imbozzolato nel suo romitaggio che andare da uno psicologo sarebbe stato impensabile: non si può concepire di risolvere un problema se il problema è tutto quello che si ha. È più facile distendersi dentro al suo rumore e cantarci sopra quando è possibile, qualche canzone stupida. Certi giorni, così, a Luciano poteva quasi sembrare di essere felice, e persino con una punta di orgoglio, nella coscienza che nessuno stava provando a farlo stare bene, tranne lui stesso.

Le vite potenziali – Francesco Targhetta

Ed espulsione dal mondo del lavoro equivale all’insignificanza sociale.

Umberto Galimberti in una conferenza

Il vero, unico problema, è non avere la predisposizione al suicidio.

Qualcuno su internet, intorno al 2016

La società dei devianti. Depressi, schizoidi, suicidi, hikikomori, nichilisti, rom, migranti, cristi in croce e anormali d’ogni sorta… – Piero Cipriano

Lo schizoide è rigido nelle sue decisioni […] Leggi l’intera pagina

Corpi organici

Ci sono due buchi, due enormi cavità, e i bulbi si muovono, ruotano, un poco lucenti, poi le pupille si ingrandiscono, poi si rimpiccioliscono. Leggi l’intera pagina

La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini

Purtroppo l’anima, che è quella che poi scrive e che sopravvive […], è la parte che vola sulla materia ed è quella che è più attenta e più dolorosa: cioè, vedendo lo sfacelo del corpo, quest’anima si conduole (sic, ant.), si… soprattutto si smarrisce. Continua a leggere

D’altra parte la società non era preparata ad accettare persone come noi che avevano esigenze di vita diverse, che volevano stare in compagnia però volevano star soli, che volevano il denaro però non lo volevano, che erano una contraddizione assoluta, della vita, del proprio Es.

La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini

A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”. Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”. La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?” Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella.

La grande bellezza

La Cupola

La nave non è individuabile perché i numeri scorrono imprecisi e creano paradossali risultati. Leggi l’intera pagina

Angolo di visione

Io gli dissi, già allora, che il mio “non vivere” dissolveva la paura della morte… Leggi l’intera pagina

Siberiana

Aspra è quest’aria che mi graffia, rude. Leggi l’intera pagina

– No, no, passerai migliaia di sere come questa. Non te la ricorderai, questa. Tutto sarà dimenticato.

– Proprio tutto?

– Tutto.

– E perché?

– È come una… Una legge di natura.

– Una regola?

– Sì.

“Oslo, August 31st”

(Direct link to the video[🡕]) "Oslo, August 31st" (2011) - "The rule" scene

Concreto

Attorto d’amarezza… Leggi l’intera pagina

Credici

La gente pensa che la vita sia altro, ma non è vero, la vita non è la tua collezione di monete, lo è, per illusione, una volta che hai la moglie al tuo fianco. Ma dopo? Dopo, tutto ciò che ti sta attorno è come se non esistesse e non fosse mai esistito, ha meno valore di una merda secca. Continua a leggere

La radiazione di fondo

E lei, la radiazione, ti racconta cose vere e contemporaneamente assurde, fredde, e soprattutto ruvide. Leggi l’intera pagina

A noi umani, in realtà, piace morire. Perché è l’unica cosa che dà un senso alla nostra vita, e che pone fine alla sofferenza del percepire d’esserci (nonché, ma quello è scontato, alle sofferenze fisiche e psicologiche). Ma allo stesso tempo la morte ci ricorda del vuoto e del nonsenso. E allora si crea questo strano paradosso, e tra le due possibilità, i più scelgono di distrarsi.

Alba

Notai che non è possibile retrocedere. Non potevo scendere dal trono né annullare ciò che fino ad allora mi scivolò davanti agli occhi e ora era come scritto sulla pietra. Diedi massima importanza alla verità, e mi trovai inconsciamente a scrivere un crudele patto con lei. Le sensazioni avevano un sapore diverso. I lineamenti della realtà erano nitidi e freddi. Corrose da una luce grigia, le pareti mostravano le rughe del tempo. Non piove. Ma il sole ancora si nasconde dietro i palazzi nudi. Quel sole che con tanta luce cela la sua vera essenza. Tanta luce per tanto buio. Continua a leggere

La sedia

In questo mese non è successo niente. Niente di rilevante, insomma. Mi chiedo cosa sia rilevante, ora come ora. Continua a leggere

Sospeso

Tutti restavano confinati in quei ristretti spazi mentali. E io con loro; conoscevo solamente quel piccolo mondo. E tutto era maledettamente stupendo. C’era la passione, la sfida, gli scambi di opinioni, lo stacanovismo, e la soddisfazione. Continua a leggere

Obbligo di dialogo sfibrato ad oltranza
Lo invoca chi arretra, lo scansa chi avanza
Ognuno basta a sé ma il conto non torna

PGR – Cronache di guerra II

Eravamo solo in due o tre a Roma a considerare la scalata non solo come un hobby, ma come un lavoro: partire, farsi ossessionare da una parete di roccia, sentire prima di ogni tentativo la Via che incombe sopra di te in maniera angosciante, sentire l’ansia salire incontrollabile, addormentarsi con la Via in testa, alternare periodi di insonnia nervosa a periodi di sonnolenza morbosa, svegliarsi con la Via in testa, privarsi di qualcosa, e soffrire, anche se quel qualcosa, o quella sofferenza, non è necessariamente collegata alla prestazione; solo che sta scritto nelle leggi dell’universo che per ottenere devi soffrire, anche se non è detto che soffrendo otterrai per forza, allora cerchi la sofferenza perché essa ti pungola, ti sveglia, ti attiva e ti fa rompere (a tratti) quel vetro opaco che quasi sempre si pone tra te e la realtà, ti fa sentire almeno ogni tanto che sei vivo, e talvolta è più importante sentirsi vivo che stare bene e la serenità si può sacrificare in onore della vita pur di non ripiombare nell’orrenda anestesia nirvanica.

Alessandro “Jolly” Lamberti – Jollypower

La follia è semplicemente dolore.

Vittorino Andreoli

La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l’altro. La disperazione è una follia possibile all’uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell’uomo, si lega al suo bisogno di stare con l’altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento.

Vittorino Andreoli, Il lato oscuro (2002)

Carmelo Bene – Quattro momenti su tutto il nulla – 3°: Eros

Poveri, poveri… Poveri innamorati! Leggi l’intera pagina

No alla soluzione quando tu sei il problema

Cripple Bastards – Morte da tossico

– Io posso leggere nella mente delle persone. Nella mia vita ho visto il passato, il presente e il futuro di migliaia e migliaia di uomini e donne…

[…]

E ogni singola mente che ho penetrato era colma di un unico oggetto del desiderio. Il desiderio atavico ed egoistico di trasmettere il proprio seme… Una cosa che mi disgustava. Ogni essere vivente di questo pianeta esiste solo per trasmettere il proprio DNA. Siamo stati creati per questo e per questo è nata la guerra.

Ma tu… tu sei diverso… Tu sei uguale a noi. Non abbiamo passato, non abbiamo futuro. Viviamo per il momento e questo è il nostro unico scopo.

Gli esseri umani non sono in grado di darsi la felicità reciproca. Dal momento in cui siamo stati confinati su questo mondo, agli altri non regaliamo altro che dolore e miseria.

Psycho Mantis in punto di morte in “Metal Gear Solid” (PSX)

La fatica di essere se stessi. Depressione e società – Alain Ehrenberg

Più che un infortunio affettivo, la depressione è oggi un modo di vivere. Leggi l’intera pagina

Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica – Eugenio Borgna

“Confessa! confessa! mi si gridava come si faceva un tempo con gli stregoni e con gli eretici, e alla fine ho deciso di lasciarmi classificare in una malattia definita dai medici, e chiamata indifferentemente dal dizionario medico come teomania o demonomania. Servendosi dei significati immanenti a queste due definizioni, la scienza si attribuisce il diritto di fare sparire, o di ridurre al silenzio, tutti i profeti e i veggenti predetti dall’Apocalisse; e io mi rallegravo di essere uno di questi”. Leggi l’intera pagina

Alcune persone provano molto presto nella vita una spaventosa impossibilità di vivere di per sé; in sostanza non sopportano di vedere la propria vita in faccia, e di vederla per intero, senza nessuna zona d’ombra, senza nessuno sfondo. La loro esistenza, lo ammetto, è d’eccezione alla legge della natura non solo perché questa frattura di inadattamento fondamentale si produce fuori da qualsiasi finalità genetica, ma anche per via della eccessiva lucidità che essa presuppone, lucidità che evidentemente trascende gli schemi di percezione dell’esistenza ordinaria. Talvolta basta mettere di fronte a una di queste persone un’altra persona – a condizione di poterla supporre altrettanto pura, altrettanto trasparente – perché tale insostenibile frattura si risolva in un’aspirazione luminosa, tesa in permanenza verso l’assolutamente inaccessibile. Sicché, laddove giorno dopo giorno lo specchio non riflette altro che una stessa immagine esasperante, due specchi paralleli elaborano e costruiscono una rete netta e fitta che impegna lo sguardo umano lungo una traiettoria infinita, senza limiti, infinita nella sua purezza geometrale, al di là delle sofferenze e del mondo.

Michel Houellebecq – Estensione del dominio della lotta

Estensione del dominio della lotta – Michel Houellebecq

Alcune persone provano molto presto nella vita una spaventosa impossibilità di vivere di per sé. Leggi l’intera pagina

La mia natura, portata al silenzio e alla riflessione, aveva sempre provato un certo disgusto per ogni forma di frastuono o di clamore, per ogni manifestazione di quell’allegria portata all’eccesso che tanto spesso sconfina nella violenza. Avevo sempre odiato la gozzoviglia goliardica e carnevalesca come se la morte, proprio nei riti che vogliono esorcizzarla, mi si facesse ancora più minacciosa.

La variante di Lüneburg – Paolo Maurensig

Angeli dell’universo – Einar Már Guðmundsson

No, questa tomba non è sufficientemente profonda per accogliere i sentimenti di tutti noi. Leggi l’intera pagina

La politica del super-io. Fondamenti di psicopatologia strutturale e dialettica – Luigi Anepeta

Talaltra, nel contesto delle esperienze ossessive, la depressione interviene […] in virtù di una spinta al cambiamento che porta il soggetto a sentire di dover dare spazio ai suoi bisogni frustrati, che però, avendo assunto una configurazione pulsionale anarchica e trasgressiva, sono intensamente colpevolizzati. Continua a leggere

Sono talmente appagato dalla solitudine che il minimo appuntamento è per me una crocifissione.

Emil Cioran – Confessioni e anatemi

Io sto bene, io sto male, io non so cosa fare
Non studio, non lavoro, non guardo la tivù
Non vado al cinema, non faccio sport

CCCP – Io sto bene

Tu quindi come stai
Se è lecito, che fai
in quell’attualità
che pare vera?

Le cose che pensano – Pasquale Panella per Lucio Battisti

L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera

Il fiume scorre da sempre e le vicende degli uomini si svolgono sulla riva. Si svolgono per essere dimenticate il giorno dopo e perché il fiume scorra oltre. Leggi l’intera pagina

I poeti lavorano di notte – Alda Merini

Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due
Quando ognuno è da sempre nella sua solitudine
E regala il suo corpo ma non sa cosa chiedere

America – Mauro Paoluzzi per Gianna Nannini

L’orma del Califfo – Wilbur Smith

Parker si era imposto un celibato assoluto, dirottando tutte le sue energie sessuali verso le conquiste dell’intelletto. Leggi l’intera pagina

La coscienza dell’Io è il maggior ostacolo alla corretta esecuzione di qualunque azione fisica.

Bruce Lee – Tao of Jeet Kune Do (postumo)

Quando si sa con assoluta certezza che tutto è irreale, non si vede proprio perché ci si dovrebbe affannare a provarlo.

Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati

”…Ma Elohim sa che, il giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno”. Si sono appena aperti, e già comincia il dramma. Guardare senza comprendere, questo è il paradiso. L’inferno sarebbe dunque il luogo in cui si comprende, in cui si comprende troppo…

Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati

L’inconveniente di essere nati – Emil Cioran

Gli occhi si sono appena aperti, e già comincia il dramma. Guardare senza comprendere, questo è il paradiso. L’inferno sarebbe dunque il luogo in cui si comprende, in cui si comprende troppo… Leggi l’intera pagina

L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.

Italo Calvino, Le città invisibili

La mia indipendenza che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.

P.P. Pasolini – Il Caos, su “Tempo Illustrato”

– Io non sono guarita. Non guarirò mai. Mai…

[…]

– Non fare così, calmati. Perché hai paura, di che cosa?

– Delle strade, delle fabbriche, dei colori, della gente… di tutto!

[…]

C’è qualcosa di terribile nella realtà, e io non so cos’è. Nessuno me lo dice. Neanche tu mi hai aiutata, Corrado.

Giuliana, “Il deserto rosso”

La nausea – Jean-Paul Sartre

Ogni esistente nasce senza ragione, si protrae per debolezza e muore per combinazione. Leggi l’intera pagina

Al di là del principio di piacere – Sigmund Freud

[…] i più intensi e più tenaci di tali ricordi sono spesso proprio quelli lasciati da processi che non sono mai arrivati a coscienza. Leggi l’intera pagina

Novelle per un anno – La carriola – Luigi Pirandello

Quand’ho qualcuno attorno, non la guardo mai; ma sento che mi guarda lei, mi guarda, mi guarda senza staccarmi un momento gli occhi d’addosso. Vorrei farle intendere, a quattr’occhi, che non è nulla; che stia tranquilla; che non potevo permettermi con altri questo breve atto, che per lei non ha alcuna importanza e per me è tutto. Lo compio ogni giorno al momento opportuno, nel massimo segreto, con spaventosa gioia, perché vi assaporo, tremando, la voluttà d’una divina, cosciente follia, che per un attimo mi libera. Continua a leggere

Chi non ha le ali necessarie quando nasce non gli crescono mai più. Chi non sa per natura piombare a tempo debito sulla preda non lo imparerà giammai e inutilmente starà a guardare come fanno gli altri, non li saprà imitare. Si muore precisamente nello stato in cui si nasce, le mani organi per afferrare o anche inabili a tenere.

Italo Svevo – Una vita

Quando gli uomini dalla profonda tristezza sono felici, si tradiscono: hanno un modo d’afferrare la gioia come se volessero schiacciarla e soffocarla per gelosia – ah, sanno fin troppo bene che da loro via se ne fugge!

Friedrich Nietzsche – Al di là del bene e del male

Gli uomini ridono di simili originali, ma le donne li riconoscono subito; le donne pure e caste li amano per simpatia, le corrotte cercano di avvicinarli per dimenticare la propria rovina.

Oblomov – Ivan Goncharov

Mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia sia o non sia la più elevata forma d’intelligenza, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non derivi da una malattia del pensiero, da umori esaltati della mente a spese dell’intelletto generale.

Edgar Allan Poe, Eleonora

In questi giorni passati sono stato molto meglio (di maniera però che chiunque sta bene, cadendo in questo meglio, si terrebbe morto) […]

Giacomo Leopardi a Pietro Giordani, Recanati, 8 Agosto 1817

https://dnamistakes-ita.webcomic.ws/comics/pl/1603550[🡕]

Che fatale dono del cielo è un’anima sensibile! Colui che l’ha ricevuto non deve aspettarsi altro che pene e dolori sulla terra. Vile trastullo dell’aria e delle stagioni, il sole, il cielo coperto o sereno regoleranno la sua sorte, sarà lieto o triste secondo i venti. Vittima dei pregiudizi, troverà in massime assurde un invincibile ostacolo ai giusti voti del suo cuore. Gli uomini lo castigheranno perché ha rette opinioni su ogni cosa, e perché ne giudica secondo verità e non secondo convenzioni. Basterebbe da solo a fare la propria infelicità, abbandonandosi senza discrezione alle divine attrattive dell’onesto e del bello, mentre le pesanti catene della necessità lo legano all’ignobiltà. Cercherà la suprema felicità senza ricordarsi che è un uomo: il cuore e la ragione saranno eternamente in guerra in lui, desideri sterminati gli prepareranno eterne privazioni.

Giulia o la nuova Eloisa – Jean-Jacques Rousseau

Làthe biòsas.

Epicuro

Vivi nascosto / vivi appartato.