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L’eleganza del riccio – Muriel Barbery

Pare che questa compresenza di talento e cecità sia il tratto distintivo dell’autodidatta. Pur privando il soggetto della guida sicura che ogni buona formazione fornisce, gli dona tuttavia libertà e capacità di sintesi del pensiero, laddove i discorsi ufficiali frappongono barriere e vietano l’avventura.

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Tè e manga contro caffè e giornale: l’eleganza e l’incanto contro la triste aggressività dei giochi di potere degli adulti.

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In fin dei conti, gli adolescenti credono di diventare adulti scimmiottando adulti rimasti bambini che fuggono davanti alla vita. È patetico.

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Qual è la guerra che combattiamo, certi della disfatta? Un mattino dopo l’altro, già stremati da tutte le battaglie che sopraggiungono, rinnoviamo lo spavento della vita quotidiana, un corridoio infinito che nelle ultime ore sarà valsa la pena aver così a lungo percorso. Sì, angelo mio, ecco la vita quotidiana: tetra, vuota e sommersa di fatica. Le vie dell’inferno non le sono affatto estranee; ci cadiamo un giorno per esser rimasti troppo tempo qui. Da un corridoio alle vie: allora avviene la caduta, senza urti né sorprese. Ogni giorno ritroviamo la tristezza del corridoio e, passo dopo passo, proseguiamo il cammino della nostra oscura condanna.

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Mi sono seduta 4 volte e rialzata altre 4, il che spiega perché adesso sono in piedi, non sapendo cosa fare.
Magari mi siedo.