La variante di Lüneburg – Paolo Maurensig
Si avvicinò alla finestra gettando uno sguardo sulla strada e al traffico che scorreva otto piani più in basso. La via era invasa dalle automobili, e sui marciapiedi la folla si riversava in due correnti contrarie che si compenetravano. Da quell’altezza tutto sembrava fluido e impersonale come un ammasso di detriti trasportati dall’acqua. Per decidere dei destini delle persone bastava dunque sollevarsi a una certa altezza, ecco allora che la visuale cambiava, e si faceva divina. La compassione, la pietà , l’amore erano dunque condizioni relative, contingenti, e mai assolute. Quale amore o compassione si può provare per un pezzo di scacchi sacrificato al gioco? Per un momento fu colto da un’incontenibile nostalgia per il passato, per la sua giovinezza. Si rese improvvisamente conto che tutti quanti stavano ormai sguazzando nella propria sconfitta. Anche se ogni cosa appariva splendida e opulenta, era pur sempre un fallimento collettivo, al quale però la gran parte della gente sembrava essersi ormai assuefatta.
Che cosa avrebbe potuto risvegliare quelle masse sonnamboliche? Neppure una guerra, forse.
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Ero agli inizi, l’ho detto, e mi trovavo dunque nella fase più bella di tutte le cose che si intraprendono: quella del puro sogno. Non sapevo allora quale prezzo l’arte debba pagare alla vita, quale esoso tributo l’ideale debba versare alla materia…
Ho visto animali addestrati a eseguire gli esercizi più mirabili, esseri che tuttavia, sotto l’eleganza delle loro movenze, portano ancora la traccia indelebile delle innumerevoli torture subite. Quando viene raggiunta la perfezione – e già molto tempo prima – ogni piacere sembra scomparso.
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Ogni scelta implica, di per sé, l’abbandono di tutte le alternative. Se non fossimo costretti a scegliere, saremmo immortali.
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– Ci sono suggestioni che possono guarire, e altre che possono uccidere. Non sottovalutiamole! La reazione all’errore scaturisce pur sempre dal proprio essere; e allora non sono più i mezzi che contano, bensì il fine.
– Lei dunque mi ha mentito?
– Che la coscienza individuale sia una realtà inconfutabile, questa è verità .
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Non esiste più dura e inappellabile sconfitta di quella a cui si va incontro in questo gioco (ndr gli scacchi); se ne porteranno i segni per tutta la vita.
L’anima, come il corpo, non ha la capacità di riformarsi, e tutto ciò che in seguito potrà risvegliare il ricordo di questa mutilazione sarà violentemente osteggiato.
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La mia natura, portata al silenzio e alla riflessione, aveva sempre provato un certo disgusto per ogni forma di frastuono o di clamore, per ogni manifestazione di quell’allegria portata all’eccesso che tanto spesso sconfina nella violenza. Avevo sempre odiato la gozzoviglia goliardica e carnevalesca come se la morte, proprio nei riti che vogliono esorcizzarla, mi si facesse ancora più minacciosa.
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(riferito ai pezzi degli scacchi)
Adirata immobilitÃ