Canzoni
L’amore non esiste: è l’effetto prorompente di dottrine moraliste sulle voglie della gente; è il più comodo rimedio alla paura di non essere capaci a rimanere soli.
Fabi Silvestri Gazzè – L’amore non esiste
Tanto valeva viver come bruti.
Titolo di un album degli Eua
Tradotto dall'inglese da me (WTFPL).
Viviamo in una civiltà decadente che ci ruba della nostra abilità di modellare e definire il nostro destino e dunque ci ruba del nostro spirito e identità . L’uomo occidentale è stato gradualmente separato dal suo ambiente naturale, dalla sua spiritualità , dai suoi simili e infine da se stesso. La vita è stata ridotta a un piano animalesco mentre vaghiamo da una vuota soddisfazione di comodità tecnologica all’altra.
Arte e cultura non portano più alcuni grandi o eroici ideali bensì cercano di stimolare emozioni spregevoli tramite forme orribili e astratte. Arte e cultura raramente servono a qualcosa che non sia poco più che distrazioni dal tormento della percezione – non cercano più l’ordine, non interpretano o spiegano il mondo attorno a noi ma preferiscono invece giustificarlo, rimpiazzarlo o negarlo con alternative sempre meno interattive e più atomizzate e astratte.
Ci promisero salvezza tecnologica ma siamo stati trasportati in un inferno con l’aria condizionata dai falsi idoli del progresso che cercarono di rimuovere la lotta dall’esistenza, senza pensare a cosa sarebbe rimasto. Perché l’essenza della vita è il sacrificio, e la voglia di partecipare in questa lotta e farla propria è la più sacra caratteristica dell’uomo.
L’Harsh Noise Wall[🡕] è la colonna sonora della nostra vacua spiritualità e di questa era culturalmente corrotta. Non c’è lotta qui. Non c’è spirito. Nessuna personalità . Nessuna società . Non c’è nessun altro posto dove andare. Nessun altro posto per progredire. Questo è il prodotto finale. Questa è la fine.
“A View From Nihil” in “Triumph of the Broken Will”
Obbligo di dialogo sfibrato ad oltranza Lo invoca chi arretra, lo scansa chi avanza Ognuno basta a sé ma il conto non torna
PGR – Cronache di guerra II
Certo, le circostanze non sono favorevoli; e quando mai… Bisognerebbe… Bisognerebbe niente: bisogna quello che è, bisogna il presente.
PGR – Cronaca montana
Io me ne sbatto il cazzo di un lavoro in cittĂ Io spruzzo rap in vena
Fabri Fibra – Rap in vena
I figli degli operai I figli dei bottegai I figli di chi è qualcuno e di chi non lo sarà mai
C.S.I. – Tutti giù per terra
No alla soluzione quando tu sei il problema
Cripple Bastards – Morte da tossico
Sono intorno a noi, in mezzo a noi In molti casi siamo noi a far promesse Senza mantenerle mai se non per calcolo Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere E non far partecipare nessun altro Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltri Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili Sono tanti, arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti Sono replicanti[🡕], sono tutti identici, guardali Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere Come lucertole s’arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno Spendono, spandono e sono quel che hanno
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Come le supposte abitano in blister full-optional Con cani oltre i 120 decibel e nani manco fosse Disneyland Vivon col timore di poter sembrare poveri Quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano Poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono Parton dal pratino e vanno fino in cielo Han più parabole sul tetto che San Marco nel Vangelo E sono quelli che di sabato lavano automobili Che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli Medi come i ceti cui appartengono Terra-terra come i missili cui assomigliano Tiratissimi, s’infarinano S’alcolizzano e poi s’impastano su un albero (boom!) Nasi bianchi come Fruit of the Loom Che diventano più rossi d’un livello di Doom[🡕]
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Ognun per sé, Dio per sé Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano Mani che poi firman petizioni per lo sgombero Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli Quelli che la notte non si può girare più Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tivù Che fanno i boss, che compran Class[🡕] Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara Ma l’unica che accendono è quella che dà loro l’elemosina ogni sera[🡕] Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro Luna Nera
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Frankie hi-nrg mc – Quelli che benpensano
Anime fiammeggianti attonite Squarciato il velo della cecitĂ
[…]
Appare la bellezza, mai assillante né oziosa Languida quando è ora, e forte e lieve e austera L’aria serena e di sostanza sferzante
C.S.I. – Brace
Ci vuole un fisico speciale Per fare quello che ti pare Perché di solito a nessuno Vai bene così come sei
Tu che cercavi comprensione, sai, comprensione, sai Ti trovi lì in competizione, sai, competizione, sai
Ci vuole un fisico bestiale Per resistere agli urti della vita A quel che leggi sul giornale E certe volte anche alla sfiga
Ci vuole un fisico bestiale, sai, speciale, sai Anche per bere e per fumare, sai, fumare, sai
Ci vuole un fisico bestiale Perché siam sempre ad un incrocio Sinistra, destra, oppure dritto Il fatto è che è sempre un rischio
Ci vuole un attimo di pace, sai, di pace, sai Di fare quello che ci piace, sai, mi piace, sai
E come dicono i proverbi E lo dice anche mio zio Mente sana in corpo sano E adesso son convinto anch’io
Ci vuole molto allenamento, sai, allenamento, sai Per stare dritti contro il vento, sai, controvento, sai
Ci vuole un fisico bestiale Per stare nel mondo dei grandi E poi trovarsi a certe cene Con tipi furbi ed arroganti
Ci vuole un fisico bestiale, sai, speciale, sai Anche per bere e per fumare, sai, fumare, sai
Ci vuole un fisico bestiale Il mondo è un grande ospedale E siamo tutti un po’ malati Ma siamo anche un po’ dottori
E siamo tutti molto ignoranti sai, ignoranti, sai Ma siamo anche un po’ insegnanti sai, insegnanti, sai
Ci vuole un fisico bestiale Perché siam barche in mezzo al mare
Luca Carboni – Ci vuole un fisico bestiale
Le tre o le quattro di mattina il mondo torna il cesso che era prima
Lucio Dalla – Denis
Io sto bene, io sto male, io non so cosa fare Non studio, non lavoro, non guardo la tivĂą Non vado al cinema, non faccio sport
CCCP – Io sto bene
Tu quindi come stai Se è lecito, che fai in quell’attualità che pare vera?
Le cose che pensano – Pasquale Panella per Lucio Battisti
Ma quanta fantasia ci vuole per sentirsi in due Quando ognuno è da sempre nella sua solitudine E regala il suo corpo ma non sa cosa chiedere
America – Mauro Paoluzzi per Gianna Nannini