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Etichetta: informatica

Il caposaldo della Tecnica, radice della sofferenza moderna e dell’infinita angoscia, e per gioco di causa-effetto, allo stesso tempo l’unica amica di coloro la cui coscienza è così vasta che deve necessariamente scorrere sui cavi.


L’orrore di avere un corpo

(Direct link to the video[🡕]) Clark Elieson - The Horror of Having a Body

Un giorno è il tempo che ci vuole perché tu ti stufi del nuovo oggetto scintillante.

Dopodiché torni o alla tua vita da schiavo o alle tue basiche distrazioni organiche.

Vedi anche Fichte

RealtĂ  virtuale

La realtà virtuale e la realtà aumentata stanno talmente indietro nello sviluppo tecnologico. Oggi siamo ancora così indietro che è ridicolo, benché comprensibile: ’sta roba è difficilissima da progettare, tiri da una parte, arriva un contro enorme dall’altra. Continua a leggere

Praticamente, il senso della 4090 è quello di scoparsi Claire Redfield in VR.

Distinguere i creduloni, con criterio

Oggi si usa il termine complottismo, ma non mi ricordo si usasse ai tempi degli avvistamenti UFO. Usiamo comunque questo termine per intendere le varie corbellerie a cui molta gente crede. Robe dentro i vaccini, UFO, scie chimiche, eh-ma-non-si-vedono-le-stelle, è strano che un edificio crolli solo perché gli arriva addosso un aereo di linea a 750 all’ora, e così via… Continua a leggere

Umberto Galimberti – Convegni e interviste (estratti)

Schopenhauer viene definito pessimista, naturalmente: ogni volta che non c’è un inno all’individuo, è pessimista, è ovvio, no… … Anche il povero Leopardi è pessimista, no? Quelli che dicono “pessimismo”… io dico: la guardate la realtà, dio bono, o non la volete proprio vedere? Leggi l’intera pagina

Dark UX sul sito di Amazon

Maledetti bastardi. Leggi l’intera pagina

Sciacalli

La rete o, meglio, ciò che sta sotto la rete, quello che gli altri calpestano senza accorgersene; logica modulare che contrasta con quella merda inconcepibile che è la mia coscienza. Leggi l’intera pagina

La rete

Voglio una rete più semplice, appena nata, con poche persone che la vivono. La voglio monocromatica. Voglio che pochi la sappiano navigare. Voglio che nasconda qualcosa che solo pochi eletti possono e vogliono cercare. Internet invece è noioso. C’è tutto e quindi non c’è curiosità. Pur essendoci tutto, non c’è niente di realmente metafisico. Anni fa sognavo di scivolare col mio corpo dentro i fili. Continua a leggere

Angolo di visione

Io gli dissi, già allora, che il mio “non vivere” dissolveva la paura della morte… Leggi l’intera pagina

Tradotto dall'inglese da me (WTFPL).

Viviamo in una civiltà decadente che ci ruba della nostra abilità di modellare e definire il nostro destino e dunque ci ruba del nostro spirito e identità. L’uomo occidentale è stato gradualmente separato dal suo ambiente naturale, dalla sua spiritualità, dai suoi simili e infine da se stesso. La vita è stata ridotta a un piano animalesco mentre vaghiamo da una vuota soddisfazione di comodità tecnologica all’altra.

Arte e cultura non portano più alcuni grandi o eroici ideali bensì cercano di stimolare emozioni spregevoli tramite forme orribili e astratte. Arte e cultura raramente servono a qualcosa che non sia poco più che distrazioni dal tormento della percezione – non cercano più l’ordine, non interpretano o spiegano il mondo attorno a noi ma preferiscono invece giustificarlo, rimpiazzarlo o negarlo con alternative sempre meno interattive e più atomizzate e astratte.

Ci promisero salvezza tecnologica ma siamo stati trasportati in un inferno con l’aria condizionata dai falsi idoli del progresso che cercarono di rimuovere la lotta dall’esistenza, senza pensare a cosa sarebbe rimasto. Perché l’essenza della vita è il sacrificio, e la voglia di partecipare in questa lotta e farla propria è la più sacra caratteristica dell’uomo.

L’Harsh Noise Wall[🡕] è la colonna sonora della nostra vacua spiritualità e di questa era culturalmente corrotta. Non c’è lotta qui. Non c’è spirito. Nessuna personalità. Nessuna società. Non c’è nessun altro posto dove andare. Nessun altro posto per progredire. Questo è il prodotto finale. Questa è la fine.

“A View From Nihil” in “Triumph of the Broken Will”

C’è sete d’ignoranza, perché per millenni c’è stata sete di conoscenza. L’umanità ha conosciuto tanto, troppo. E siccome ora nota che si sta peggio di prima, il desiderio s’è invertito, e così c’è sete d’ignoranza. Ma questo non ha portato a un proficuo passo indietro, perché ormai il danno è già compiuto e ha già cambiato il gioco: ha portato a un’ignoranza pesante, aggressiva e autodistruttiva, non alla semplice conoscenza spavalda degli anni passati.

Non esiste la RL, solo l’AFK.

Terminator 2 – Scena apocalisse

(Direct link to the video[🡕]) Terminator 2 - Il giorno del giudizio - Scena dell'apocalisse nucleare (1991)

Quel giorno sulla Luna – Oriana Fallaci

[«…] E al ritorno stia certa che non scriveranno poesie. Se ne fossero capaci, del resto, non andrebbero sulla Luna. E, soprattutto, non ne tornerebbero indietro.» Continua a leggere