Etichetta: sapere
Sulla Verità. Sulla conoscenza. Sulla ricerca filosofica. Metafilosofia.
Riguardo il “problema difficile” della coscienza. Leggi l’intera pagina
Quanto è triste essere malati sapendo così tanto della propria malattia e non potendo farci niente.
Due cose diametralmente opposte, spinte al loro estremo, finiscono per somigliarsi moltissimo.
Un obeso che mangia fino ad esplodere e un anoressico che digiuna fino a implodere, crepano entrambi.
La luce intensa che ti acceca fino a non lasciarti vedere nulla, è la stessa cosa che il buio assoluto.
Chi l’avrebbe mai detto, che dopo il nichilismo, c’era un ulteriore involontario passo da compiere. Nel nullismo, tutto è diverso, e ancora più ridicolo quando visto dal di fuori.
La “depressione razionale” è quella peggiore, perché prende semplicemente atto della verità del letamaio della propria esistenza. L’altra, sì, tocca abissi più profondi, ma ci si aggrappa al saper che è come un vento che passa. La lucidità, invece, fa soffrire l’animo col vero.
La mia personalità con le pillole di Matrix
Memez are fun. Leggi l’intera pagina
Cosa vuol dire – e chiudo con questa notazione un po’ pedagogica – cosa vuol dire “anticipare la morte”? Cioè essere persuasi che si deve morire; qual è il vantaggio della dimensione tragica?, che consiste nel fatto che devi morire e non c’è nulla che ti attende nell’aldilà? Che operi una relativizzazione delle problematiche dell’aldiquà. Non ti affanni come un disperato, non litighi come un pazzo. Non ti suicidi per le preoccupazioni del mondo, perché sei mortale; sei mortale, e quando devi uscir di carriera non ti disperi, non muori due anni dopo che vai in pensione: perché la morte è comunque lì ad attenderti, non è che finisce la vita, tu che l’hai fatta coincidere con la tua vita lavorativa e fuori da quella non sai più chi sei. Perché ormai le nostre identità sono assegnate dai nostri ruoli sociali, no? Sappiamo chi siamo solo perché gli altri ci riconoscono in un ruolo, fuori di lì non sappiamo più chi siamo; e infatti tutti gli attori e le attrici fanno delle vite tragiche, perché tragiche? Ma tragiche per non aver anticipato la morte, per non averla assunta come una condizione… come uno spessore dell’anima, ecco – usiamo pure questa parola anche se si riferisce a un’entità che non esiste, appunto l’anima.
Ma teniamola presente questa anticipazione, perché relativizzando le cose smettiamo quelle drammaticità tipiche invece di coloro che credono nell’immortalità dell’anima e quindi ritengono che questa vita abbia una sua importanza, il loro Io diventa egemone e quel che dipende dall’Io decide della vita e della morte, finisce un amore e si uccidono le donne perché è finito tutto, no, no, no: fermati. Se interiorizzi la morte in anticipo allora relativizzi tutte le cose, e tutte le cose non hanno quello spessore che non è da tragedia ma da disperazione. Ma i disperati chi sono? Quelli che hanno avuto speranza. Perché chi non ha avuto speranza non si dispera mai.
Umberto Galimberti, Teatro Paisiello di Ruffano (Lecce)
Non è che i vecchi sono saggi: hanno una dose di sessualità e di aggressività molto bassa, punto. E a questo livello sono anche tranquilli, quando non hanno un cattivo carattere.
Umberto Galimberti in una conferenza
Tanto valeva viver come bruti.
Titolo di un album degli Eua
La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini
Purtroppo l’anima, che è quella che poi scrive e che sopravvive […], è la parte che vola sulla materia ed è quella che è più attenta e più dolorosa: cioè, vedendo lo sfacelo del corpo, quest’anima si conduole (sic, ant.), si… soprattutto si smarrisce. Continua a leggere
Bergonzoni – E allora io auguro a voi…
Alessandro Bergonzoni – Oliviero Ponte di Pino – “La stirpe degli Ulìssidi”, “Festival della filosofia 2013”, Teatro Stabile della Sardegna – Estratto: «E allora io auguro a voi…»
Attorto d’amarezza… Leggi l’intera pagina
Risulta inutile anche essere consapevoli dell’inutile.
S’impregnano e strade, ell’erbe. Leggi l’intera pagina
Se quel che cerchi è la verità, una vita esaminata ti condurrà soltanto a un lungo viaggio verso i limiti della solitudine e ti scaricherà sul ciglio della strada con la tua verità e nient’altro.
Thomas Ligotti, La cospirazione contro la razza umana
La cospirazione contro la razza umana – Thomas Ligotti
L’orrore che abbiamo ricevuto sarà ricevuto da altri in uno scandaloso passaggio di eredità. Essere vivi: per decenni svegliarsi all’ora giusta, e poi trascinarsi lungo l’ennesimo giro di umori, sensazioni, pensieri, voglie – l’intero spettro delle agitazioni – e infine crollare a letto a sudare nel buio del sonno profondo o bollire al fuoco lento delle fantasmagorie che molestano la mente in sogno. Leggi l’intera pagina
Notai che non è possibile retrocedere. Non potevo scendere dal trono né annullare ciò che fino ad allora mi scivolò davanti agli occhi e ora era come scritto sulla pietra. Diedi massima importanza alla verità, e mi trovai inconsciamente a scrivere un crudele patto con lei. Le sensazioni avevano un sapore diverso. I lineamenti della realtà erano nitidi e freddi. Corrose da una luce grigia, le pareti mostravano le rughe del tempo. Non piove. Ma il sole ancora si nasconde dietro i palazzi nudi. Quel sole che con tanta luce cela la sua vera essenza. Tanta luce per tanto buio. Continua a leggere
C’è sete d’ignoranza, perché per millenni c’è stata sete di conoscenza. L’umanità ha conosciuto tanto, troppo. E siccome ora nota che si sta peggio di prima, il desiderio s’è invertito, e così c’è sete d’ignoranza. Ma questo non ha portato a un proficuo passo indietro, perché ormai il danno è già compiuto e ha già cambiato il gioco: ha portato a un’ignoranza pesante, aggressiva e autodistruttiva, non alla semplice conoscenza spavalda degli anni passati.
L’istinto del lupo – La legge di lupo solitario – Massimo Lugli
Rimediai un giornale in un cestino e lo lessi da cima a fondo per far passare il tempo. Politica, sport, spettacoli. Non capivo perché la gente si interessasse tanto a tutte quelle cazzate. Leggi l’intera pagina
Gavazzeni: “La musica peggiora l’uomo”
Alberto Sinigaglia (“ttL”, supplem. de La Stampa) Continua a leggere
Umberto Galimberti – Il successo della filosofia
Ma per chi, adattato al mondo, e con una discreta consapevolezza di sé ancora non reperisce un senso della propria esistenza, e quindi viene a contatto non con questo o quel dolore, ma con l’essenza del dolore, per costui non c’è rimedio in farmacia e forse neppure in psicoterapia. Leggi l’intera pagina
C’è una faccia maligna – Alda Merini
La follia è semplicemente dolore.
Vittorino Andreoli
La disperazione è follia. La follia, la percezione della impossibilità di vivere: esserci, ma come non esserci. La disperazione come esperienza di follia è incompatibile con la vita. Vede morte, progetta morte e ammazza sé e l’altro. La disperazione è una follia possibile all’uomo, a tutti gli uomini; è anzi una prospettiva dell’uomo, si lega al suo bisogno di stare con l’altro, al fatto che da solo non può vivere, perché la vita umana non è solitudine ma condivisione, appartenenza, attaccamento.
Vittorino Andreoli, Il lato oscuro (2002)
Waking Life – Richard Linklater
Mille anni non sono che un istante. Leggi l’intera pagina
– Voi vivete nella mutevole libertà, noi viviamo nell’eterna prigionia. Ma ciò che è possibile vedere una volta distrutte le barriere dell’Io, non è lo stesso da entrambe le parti?
Uno Shumi nel villaggio degli Shumi, Final Fantasy VIII (nella meravigliosa traduzione italiana)
Versione inglese:
Sai come faccio a sapere che è la fine del mondo, Lenny? Perché tutto è già stato fatto, capisci? Ogni genere di musica è stata provata, ogni genere di governo è stato provato, capisci? Ogni cazzo di pettinatura, ogni orrendo gusto di gomma da masticare, i cereali per la colazione, ogni tipo di schifoso… Capisci che intendo? Che ci resta da fare? Come faremo a sopravvivere, per altri mille anni?
Max Peltier in “Strange Days”
Già dalla nostra tramontante nascita incomincia un destino. Spietato, per la maggior parte degli esseri umani: se non si nasce miliardari, si è spacciati per sempre. Ci si deve piegare al quotidiano, procurare gli stimoli al progetto; invece di s-progettare, si è dannati al disegno.
Cominciò ch’era finita, come in tutte le disavventure “lorenzacce”. Fossi stato il miliardario Schopenhauer, non avrei certo scritto “Il mondo come volontà e rappresentazione”. Me ne sarei ben guardato: non si nasce per lavorare, spiegarsi, pensare; non si nasce nemmeno a de-pensare, perché anche questo è occuparsi del pensiero. Non si nasce a gestire, all’agire-patire: ci è tutto inflitto dalle circostanze.
Così come subiamo passivamente ogni nostra percezione prenatale, subiremo anche in seguito il significante. Nella recidività della vita, il discorso non apparterrà mai all’essere parlante.
L’anagrafe, lo studiarsi di sopravvivere ci condannano all’in-formarsi, per formarsi, deformarsi, ingobbire leopardianamente, pur d’avere una parte, quando non si vorrebbe altro che mettere da parte l’arte, come del resto la vita. Una vera iattura.
Carmelo Bene, Autografia di un ritratto
Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica – Eugenio Borgna
“Confessa! confessa! mi si gridava come si faceva un tempo con gli stregoni e con gli eretici, e alla fine ho deciso di lasciarmi classificare in una malattia definita dai medici, e chiamata indifferentemente dal dizionario medico come teomania o demonomania. Servendosi dei significati immanenti a queste due definizioni, la scienza si attribuisce il diritto di fare sparire, o di ridurre al silenzio, tutti i profeti e i veggenti predetti dall’Apocalisse; e io mi rallegravo di essere uno di questi”. Leggi l’intera pagina
Alcune persone provano molto presto nella vita una spaventosa impossibilità di vivere di per sé; in sostanza non sopportano di vedere la propria vita in faccia, e di vederla per intero, senza nessuna zona d’ombra, senza nessuno sfondo. La loro esistenza, lo ammetto, è d’eccezione alla legge della natura non solo perché questa frattura di inadattamento fondamentale si produce fuori da qualsiasi finalità genetica, ma anche per via della eccessiva lucidità che essa presuppone, lucidità che evidentemente trascende gli schemi di percezione dell’esistenza ordinaria. Talvolta basta mettere di fronte a una di queste persone un’altra persona – a condizione di poterla supporre altrettanto pura, altrettanto trasparente – perché tale insostenibile frattura si risolva in un’aspirazione luminosa, tesa in permanenza verso l’assolutamente inaccessibile. Sicché, laddove giorno dopo giorno lo specchio non riflette altro che una stessa immagine esasperante, due specchi paralleli elaborano e costruiscono una rete netta e fitta che impegna lo sguardo umano lungo una traiettoria infinita, senza limiti, infinita nella sua purezza geometrale, al di là delle sofferenze e del mondo.
Michel Houellebecq – Estensione del dominio della lotta
La felicità nelle persone intelligenti è la cosa più rara che io conosca.
Ernest Hemingway – Il giardino dell’Eden
Quando si sa con assoluta certezza che tutto è irreale, non si vede proprio perché ci si dovrebbe affannare a provarlo.
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
Quello che so a sessant’anni lo sapevo altrettanto bene a venti. Quarant’anni di un lungo, superfluo lavoro di verifica…
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
”…Ma Elohim sa che, il giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno”. Si sono appena aperti, e già comincia il dramma. Guardare senza comprendere, questo è il paradiso. L’inferno sarebbe dunque il luogo in cui si comprende, in cui si comprende troppo…
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
Quando ci si conosce bene, non ci si disprezza del tutto solo perché si è troppo stanchi per abbandonarsi a sentimenti estremi.
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
L’inconveniente di essere nati – Emil Cioran
Gli occhi si sono appena aperti, e già comincia il dramma. Guardare senza comprendere, questo è il paradiso. L’inferno sarebbe dunque il luogo in cui si comprende, in cui si comprende troppo… Leggi l’intera pagina
Soffrire è produrre conoscenza.
Emil Cioran – Il funesto demiurgo / I nuovi dèi
Nostra Signora dei Turchi – Carmelo Bene
Chi non ha mai pensato alla morte è forse immortale. È così che si vede la Madonna. Leggi l’intera pagina
Frequentare i più dotati non vuol dire accostarsi all’assoluto comunque.
Carmelo Bene – Nostra Signora Dei Turchi
La felicità è per i porci.
Titolo del libro di Herman Tønnessen
Il tempo si è fermato – Ermanno Olmi
Oggi la gente ha cambiato sentimento. Leggi l’intera pagina
Quando il problema della felicità soppianta quello della conoscenza, la filosofia abbandona il suo campo specifico per dedicarsi a un’attività sospetta: si interessa all’uomo… Domande che prima non si sarebbe neanche degnata di porsi, ora la tengono occupata, e si ingegna a risolverle con l’aria più seria del mondo. «Come non soffrire?» è tra le prime a esigere la sua attenzione. Entrata in una fase di stanchezza, sempre più estranea all’inquietudine impersonale, all’avidità di conoscenza, la filosofia diserta la speculazione, e alle verità che sconcertano oppone quelle che consolano.
Emil Cioran – La tentazione di esistere
[…] bisogna
essere folli per essere chiari.
“Picasso” – P.P. Pasolini
A volte inciampava nella verità, ma si rialzava sempre e continuava per la sua strada.
Winston Churchill, probabilmente in merito a Stanley Baldwin; rivista Reader’s Digest
Nel momento in cui l’uomo si interroga sul significato e sul valore della vita, egli è malato, dato che oggettivamente non esiste nessuna delle due cose; col porre questa domanda uno sta semplicemente ammettendo di avere una riserva di libido insoddisfatta provocata da qualcos’altro, una specie di fermentazione che ha condotto alla tristezza e alla depressione.
Sigmund Freud, lettera a Marie Bonaparte
La salute non analizza se stessa e neppur si guarda nello specchio. Solo noi malati sappiamo qualche cosa di noi stessi.
Italo Svevo – La coscienza di Zeno
Crollate le vecchie norme, non ancora sorte o bene stabilite le nuove, è naturale che il concetto della relatività d’ogni cosa si sia talmente allargato in noi, da farci quasi del tutto perdere l’estimativa. Nessuno più riesce a stabilirsi un punto di vista fermo e incrollabile.
Luigi Pirandello – Arte e scienza
Mentre il fresco flusso sgorgava su una mano, lei scriveva nell’altra la parola acqua, prima lentamente, poi rapidamente. Io stavo in piedi, immobile, e tutta la mia attenzione era concentrata sui movimenti delle sue [di Anne] dita. Improvvisamente, sentì una vaga consapevolezza, come di un qualcosa di dimenticato, il brivido di un pensiero che stava tornando e, in qualche modo, il mistero del linguaggio mi si rivelò in pieno. Avevo capito che “a-c-q-u-a” significava quella cosa meravigliosa e fresca che stava scorrendo sulla mia mano.
Helen Keller in “Storia della mia vita”, raccontando la sua infanzia da sordocieca.
Quando gli uomini dalla profonda tristezza sono felici, si tradiscono: hanno un modo d’afferrare la gioia come se volessero schiacciarla e soffocarla per gelosia – ah, sanno fin troppo bene che da loro via se ne fugge!
Friedrich Nietzsche – Al di là del bene e del male
Dio è morto. Dio resta morto. E noi l’abbiamo ucciso.[🡕]
Friedrich Nietzsche – La gaia scienza
Oggi non rientra soltanto nelle mie abitudini, ma fa anche parte del mio gusto – un gusto malizioso forse? – non scrivere più nulla che non porti alla disperazione ogni genere di gente “frettolosa”. Filologia, infatti, è quella onorevole arte che esige dal suo cultore soprattutto una cosa, tirarsi da parte, lasciarsi tempo, divenire silenzioso, divenire lento, essendo un’arte e una perizia di orafi della parola, che deve compiere un finissimo attento lavoro e non raggiungere nulla se non lo raggiunge lento. Ma proprio per questo fatto è oggi più necessaria che mai; è proprio per questo mezzo che essa ci attira e ci incanta quanto mai fortemente, nel cuore di un’epoca del “lavoro”, intendo dire della fretta, della precipitazione indecorosa e sudaticcia, che vuol “sbrigare” immediatamente ogni cosa, […]
Nietzsche – Aurora – Prefazione – 5
I monti sono maestri muti e fanno discepoli silenziosi.
Johann Wolfgang von Goethe
Anzi, quando il discepolo avesse da natura sortito mente al pensare più pronta, e vigorosa, i suoi traviamenti sarebbono di gran lunga più sfrenati, e pericolosi di quelli del suo stesso maestro.
Filosofia di Giacomo Leopardi, Domenico Solimani
Si può essere saggio solo alla condizione di vivere in un mondo di stolti.
Arthur Schopenhauer – Aforismi sulla saggezza del vivere
Mi hanno chiamato pazzo; ma nessuno ancora ha potuto stabilire se la pazzia sia o non sia la più elevata forma d’intelligenza, se la maggior parte di ciò che è glorioso, se tutto ciò che è profondo non derivi da una malattia del pensiero, da umori esaltati della mente a spese dell’intelletto generale.
Edgar Allan Poe, Eleonora
Due verità che gli uomini generalmente non crederanno mai: l’una di non saper nulla, l’altra di non esser nulla. Aggiungi la terza, che ha molta dipendenza dalla seconda: di non aver nulla a sperare dopo la morte.
Leopardi, Zibaldone, 4525-4526
Eleandro. Dunque s’ingannano grandemente quelli che dicono e predicano che la perfezione dell’uomo consiste nella conoscenza del vero, e tutti i suoi mali provengono dalle opinioni false e dalla ignoranza, e che il genere umano allora finalmente sará felice, quando ciascuno o i piú degli uomini conosceranno il vero, e a norma di quello solo comporranno e governeranno la loro vita. E queste cose le dicono poco meno che tutti i filosofi antichi e moderni. Ecco che a giudizio vostro, quelle veritá che sono la sostanza di tutta la filosofia, si debbono occultare alla maggior parte degli uomini; e credo che facilmente consentireste che debbano essere ignorate o dimenticate da tutti: perché sapute, e ritenute nell’animo, non possono altro che nuocere. Il che è quanto dire che la filosofia si debba estirpare dal mondo. Io non ignoro che l’ultima conclusione che si ricava dalla filosofia vera e perfetta si è che non bisogna filosofare. Dal che s’inferisce che la filosofia, primieramente è inutile, perché a questo effetto di non filosofare, non fa di bisogno esser filosofo; secondariamente è dannosissima, perché quella ultima conclusione non vi s’impara se non alle proprie spese, e imparata che sia, non si può mettere in opera; non essendo in arbitrio degli uomini dimenticare le veritá conosciute, e deponendosi piú facilmente qualunque altro abito che quello di filosofare. In somma la filosofia, sperando e promettendo a principio di medicare i nostri mali, in ultimo si riduce a desiderare invano di rimediare a se stessa.
Giacomo Leopardi – Operette Morali – Dialogo di Timandro e di Eleandro
Non è più possibile l’ingannarci o il dissimulare. La filosofia ci ha fatto conoscer tanto che quella dimenticanza di noi stessi ch’era facile una volta, ora è impossibile.
Giacomo Leopardi – Operette morali, Frammento sul suicidio
Che fatale dono del cielo è un’anima sensibile! Colui che l’ha ricevuto non deve aspettarsi altro che pene e dolori sulla terra. Vile trastullo dell’aria e delle stagioni, il sole, il cielo coperto o sereno regoleranno la sua sorte, sarà lieto o triste secondo i venti. Vittima dei pregiudizi, troverà in massime assurde un invincibile ostacolo ai giusti voti del suo cuore. Gli uomini lo castigheranno perché ha rette opinioni su ogni cosa, e perché ne giudica secondo verità e non secondo convenzioni. Basterebbe da solo a fare la propria infelicità, abbandonandosi senza discrezione alle divine attrattive dell’onesto e del bello, mentre le pesanti catene della necessità lo legano all’ignobiltà. Cercherà la suprema felicità senza ricordarsi che è un uomo: il cuore e la ragione saranno eternamente in guerra in lui, desideri sterminati gli prepareranno eterne privazioni.
Giulia o la nuova Eloisa – Jean-Jacques Rousseau
La verità sta in bocca ai bambini, agli iracondi, e agli ubriachi.
Proverbio inglese
[…] vivere ne l’uomo è ragione usare.
Dante Alighieri, Convivio, trattato IV, capitolo VII; traendo da “Sull’anima” di Aristotele (Secondo Libro)
Ma attenzione alle nefaste conseguenze…
In medio stat virtus.
La virtù sta nel mezzo.
La verità sta nel mezzo.
Il giusto sta nel mezzo.
Il troppo stroppia.
Il concetto di limite, di giusta misura, in Platone.
Wikipedia:
L’espressione risale ai filosofi scolastici medievali, anche se già Aristotele nell’Etica Nicomachea (”μέσον τε καὶ ἄριστον”; trad.: il mezzo è la cosa migliore), Orazio nelle Satire (“est modus in rebus”; trad.: c’è una misura nelle cose) e Ovidio nelle Metamorfosi (“medio tutissimus ibis”; trad.: seguendo la via di mezzo, camminerai sicurissimo) avevano espresso un concetto similare.
Anche nel buddhismo è presente un simile concetto: Il sentiero che conduce alla cessazione della sofferenza si chiama Via di Mezzo, perché evita i due estremi dell’auto-indulgenza e dell’auto-mortificazione, comportamenti eccessivi che non conducono alla pace mentale. Questa via, elaborata nell’Ottuplice Nobile Sentiero, consiste nel coltivare la virtù, la serenità meditativa e la saggezza.