Vecchio diario (selezione)
Voglio una rete più semplice, appena nata, con poche persone che la vivono. La voglio monocromatica. Voglio che pochi la sappiano navigare. Voglio che nasconda qualcosa che solo pochi eletti possono e vogliono cercare. Internet invece è noioso. C’è tutto e quindi non c’è curiosità. Pur essendoci tutto, non c’è niente di realmente metafisico. Anni fa sognavo di scivolare col mio corpo dentro i fili. Continua a leggere
Io gli dissi, già allora, che il mio “non vivere” dissolveva la paura della morte… Leggi l’intera pagina
È dal 2000 che siamo in crisi mentale. Leggi l’intera pagina
Dovrebbe essere sempre sera.
È l’unico modo.
E a me? Chi mi cala nell’acciaio fuso?
Mi accorgo che ho un teschio dentro il volto. Leggi l’intera pagina
Abbiamo creato così tanto materiale, tanti film, tanti libri. Abbiamo ricoperto la Terra di opere di speranza, di tristezza, d’amore. Ora nasce principalmente spazzatura; i signori d’una volta scrivevano del dolore dell’uomo, ora l’uomo si diverte in mezzo al letame e quei testi son visti più come lavoro che piacere. Continua a leggere
Un ragno che cammina su una vulva, cammina come su un deserto.
Risulta inutile anche essere consapevoli dell’inutile.
La gente pensa che la vita sia altro, ma non è vero, la vita non è la tua collezione di monete, lo è, per illusione, una volta che hai la moglie al tuo fianco. Ma dopo? Dopo, tutto ciò che ti sta attorno è come se non esistesse e non fosse mai esistito, ha meno valore di una merda secca. Continua a leggere
E lei, la radiazione, ti racconta cose vere e contemporaneamente assurde, fredde, e soprattutto ruvide. Leggi l’intera pagina
Sarebbe interessante inalare arcobaleni.
A noi umani, in realtà, piace morire. Perché è l’unica cosa che dà un senso alla nostra vita, e che pone fine alla sofferenza del percepire d’esserci (nonché, ma quello è scontato, alle sofferenze fisiche e psicologiche). Ma allo stesso tempo la morte ci ricorda del vuoto e del nonsenso. E allora si crea questo strano paradosso, e tra le due possibilità, i più scelgono di distrarsi.
Notai che non è possibile retrocedere. Non potevo scendere dal trono né annullare ciò che fino ad allora mi scivolò davanti agli occhi e ora era come scritto sulla pietra. Diedi massima importanza alla verità, e mi trovai inconsciamente a scrivere un crudele patto con lei. Le sensazioni avevano un sapore diverso. I lineamenti della realtà erano nitidi e freddi. Corrose da una luce grigia, le pareti mostravano le rughe del tempo. Non piove. Ma il sole ancora si nasconde dietro i palazzi nudi. Quel sole che con tanta luce cela la sua vera essenza. Tanta luce per tanto buio. Continua a leggere
Diceva il famoso geologo, in televisione, che abbiamo la testa troppo grande, e usciamo difficoltosamente dalla fica; la cassa toracica protegge solo pochi organi; le vene delle gambe fanno fatica a reggere tutto il corpo; la schiena, per tenere la posizione eretta, deve inarcarsi, e quindi mal di schiena, etc.; la vista anche ha diversi problemi, eccetera. Insomma, siamo delle merde. Non siamo una macchina così meravigliosa come si dice, ma abbiamo mille difetti. E quindi non siamo frutto di un disegno divino, bla bla. Cose ovvie, era un discorso contro le religioni, ma io ero interessato più che altro al fatto che l’evoluzione è ancora in corso e attualmente siamo tutt’altro che perfetti; parole sue: «ci siamo adattati come abbiamo potuto». Ecco. Adattamento naturale evolutivo difficoltoso. Parallelismo interessante con l’adattamento sociale. E qualcuno ironizza con vignette che mostrano come, in un certo senso, siamo ora in un’involuzione. Molto in sintonia col mondo cyberpunk, che vede la fine dell’uomo con il massimo sviluppo tecnologico. Continua a leggere
– …perché il prossimo anno non ci vedremo più.
– E così va in pensione, beata lei, prof…
– Come?! Non dovresti dire queste cose, tu che sei giovane!
Un mio vecchio compagno di classe
Tristezza avvolgente, soffice, che non riesce a trafiggermi, ad uccidermi.
In questo mese non è successo niente. Niente di rilevante, insomma. Mi chiedo cosa sia rilevante, ora come ora. Continua a leggere
C’è sete d’ignoranza, perché per millenni c’è stata sete di conoscenza. L’umanità ha conosciuto tanto, troppo. E siccome ora nota che si sta peggio di prima, il desiderio s’è invertito, e così c’è sete d’ignoranza. Ma questo non ha portato a un proficuo passo indietro, perché ormai il danno è già compiuto e ha già cambiato il gioco: ha portato a un’ignoranza pesante, aggressiva e autodistruttiva, non alla semplice conoscenza spavalda degli anni passati.
«È la società che è malata», diceva Zeno.
L’inettitudine è quasi vergogna di trovarsi faccia a faccia con una altro pirla come te, afflitto dalla condizione umana, immerso nella merda dei giorni nostri, e che deve fare finta che tutto vada bene.
Caduta quella che è appunto un’illusione, ti trovi di colpo sbalzato nel reale. Leggi l’intera pagina
L’adesso ha la fastidiosa abitudine di esistere sempre.
Vuoto → Distrazione → Sogno → Desiderio… Leggi l’intera pagina
Dark ambient moment.
Ho alzato bandiera bianca, ed è giusto che anche la musica che ascolto si adegui.
Tutti restavano confinati in quei ristretti spazi mentali. E io con loro; conoscevo solamente quel piccolo mondo. E tutto era maledettamente stupendo. C’era la passione, la sfida, gli scambi di opinioni, lo stacanovismo, e la soddisfazione. Continua a leggere