Etichetta: alienazione
[1:52] a me boh, solo io ho sta roba ma la saturazione e i numeri delle cose mi mandano fuori di testa il fatto che siamo 8 miliardi, che c’è tanta di quella musica che non ti basterebbero 7 vite, etc. boh io ogni giorno ci penso sì, è per quello che sono malato asd però ci penso ogni giorno cioè, il nichilismo sta nei numeri, non devi nemmeno fare filosofia
Il solitario è quello che rimuove la sua presenza per non angosciare e infastidire l’altro, per lasciargli vivere la sua illusione, poiché la verità non porta a nient’altro che dolore. L’innamorato che si fa da parte per lasciare vivere l’altra, l’Oblomov che non ci prova nemmeno a far andare le cose perché sa che non possono andare. Quanto assurdo sarebbe che il tempo si innamorasse di una ragazza, o che la morte le scrivesse una poesia d’amore. Continua a leggere
Sulla responsabilità come soluzione
Erano i vecchi padri di famiglia dell’era pre-nichilistica, che credevano in un futuro, e che raccontavano ai loro figli le loro morali, le loro speranze, i loro valori. Leggi l’intera pagina
Di tutto lo stupido cinguettare umano, il peggio si ha nei pasti, dove il chiasso sale e il nulla si fa fecondo. Dopo ore di orrore immondo, ognuno se ne torna a casa senza saper assolutamente nulla più di prima, anzi, con rinnovata imbecillità.
Portano il peso del mondo sulle proprie spalle. Leggi l’intera pagina
La gente ha l’opzione -v abilitata di default.
Ed è assurdo per quanto tempo devono andare avanti a spiegare una cosa a uno, che poi questo è capace che alla fine non ha capito comunque nulla. Si parla di 1 minuto contro 30 minuti.
La maggioranza vince.
La mia personalità con le pillole di Matrix
Memez are fun. Leggi l’intera pagina
Monfalcone, zona Fincantieri, via Vittor Pisani, e l’angolo che poi continua su via Cosulich, tra le 17:00 e le 17:30, preferibilmente a gennaio, quando l’orario è quello tale che comincia a far scuro ma non è ancora notte. Quando cioè la giornata è già finita, e invece appena inizierebbe quello che viene sadicamente chiamato TEMPO LIBERO. Bonus, sapere qualcosina sul posto, sugli extracomunitari che assumono droghe strane per sopportare il carico, i subappalti, i giovani morti sul lavoro, etc., meccaniche che – per carità – si ritrovano in praticamente tutti i grandi cantieri e fabbriche d’Italia. Continua a leggere
JAI @jaivcalla – “Che cazzo, devo dirlo…”
Piano ontologico di esistenza completamente diverso rispetto alla gggente.
Vedi anche: University of Utah Neuroscience Initiative – The Unfixed Brain[🡕]
Umberto Galimberti – Convegni e interviste (estratti)
Schopenhauer viene definito pessimista, naturalmente: ogni volta che non c’è un inno all’individuo, è pessimista, è ovvio, no… … Anche il povero Leopardi è pessimista, no? Quelli che dicono “pessimismo”… io dico: la guardate la realtà, dio bono, o non la volete proprio vedere? Leggi l’intera pagina
Il petto si sfrega sulla divisa ruvida e la testa comincia a far male. I primi ordini vengono urlati e attraversano i grattacieli. Leggi l’intera pagina
Ci sono due buchi, due enormi cavità, e i bulbi si muovono, ruotano, un poco lucenti, poi le pupille si ingrandiscono, poi si rimpiccioliscono. Leggi l’intera pagina
La costruzione dei parchi era necessaria. Quest’aria la possiamo respirare soltanto noi: ci siamo adattati in fretta, al contrario degli animali e delle piante. Utilizzando la tecnologia, altrimenti il nostro corpo non ce l’avrebbe fatta. A qualcuno, insomma, dispiaceva che flora e fauna scomparissero, così sono nati i parchi. In questa metropoli non c’è altro che la cupola, ma altrove ci sono strutture molto più estese, come ho potuto spesso ammirare navigando. Continua a leggere
La rete o, meglio, ciò che sta sotto la rete, quello che gli altri calpestano senza accorgersene; logica modulare che contrasta con quella merda inconcepibile che è la mia coscienza. Leggi l’intera pagina
La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini
Purtroppo l’anima, che è quella che poi scrive e che sopravvive […], è la parte che vola sulla materia ed è quella che è più attenta e più dolorosa: cioè, vedendo lo sfacelo del corpo, quest’anima si conduole (sic, ant.), si… soprattutto si smarrisce. Continua a leggere
D’altra parte la società non era preparata ad accettare persone come noi che avevano esigenze di vita diverse, che volevano stare in compagnia però volevano star soli, che volevano il denaro però non lo volevano, che erano una contraddizione assoluta, della vita, del proprio Es.
La pazza della porta accanto – Conversazione con Alda Merini
Non posso pensare al sole o ai fiori appena visti? No, non riesco a pensare ad altro in questo momento che non sia il morire del tuo corpo puro in un sentiero di un bosco scuro e silenzioso. Leggi l’intera pagina
A questa domanda, da ragazzi, i miei amici davano sempre la stessa risposta: “La fessa”. Io, invece, rispondevo: “L’odore delle case dei vecchi”. La domanda era: “Che cosa ti piace di più veramente nella vita?” Ero destinato alla sensibilità. Ero destinato a diventare uno scrittore. Ero destinato a diventare Jep Gambardella.
La grande bellezza
A volte ci si accorge che si sta deglutendo la saliva. Si ferma il proprio respiro e lo si fa ricominciare. Si avverte lo scorrere veloce del sangue a ogni pulsare del cuore. Ci si ricorda quanto sia complesso il nostro corpo: innumerevoli le carni, innumerevoli i pensieri. Continua a leggere
La nave non è individuabile perché i numeri scorrono imprecisi e creano paradossali risultati. Leggi l’intera pagina
È dal 2000 che siamo in crisi mentale. Leggi l’intera pagina
– No, no, passerai migliaia di sere come questa. Non te la ricorderai, questa. Tutto sarà dimenticato.
– Proprio tutto?
– Tutto.
– E perché?
– È come una… Una legge di natura.
– Una regola?
– Sì.
“Oslo, August 31st”
Notai che non è possibile retrocedere. Non potevo scendere dal trono né annullare ciò che fino ad allora mi scivolò davanti agli occhi e ora era come scritto sulla pietra. Diedi massima importanza alla verità, e mi trovai inconsciamente a scrivere un crudele patto con lei. Le sensazioni avevano un sapore diverso. I lineamenti della realtà erano nitidi e freddi. Corrose da una luce grigia, le pareti mostravano le rughe del tempo. Non piove. Ma il sole ancora si nasconde dietro i palazzi nudi. Quel sole che con tanta luce cela la sua vera essenza. Tanta luce per tanto buio. Continua a leggere
In questo mese non è successo niente. Niente di rilevante, insomma. Mi chiedo cosa sia rilevante, ora come ora. Continua a leggere
«È la società che è malata», diceva Zeno.
L’inettitudine è quasi vergogna di trovarsi faccia a faccia con una altro pirla come te, afflitto dalla condizione umana, immerso nella merda dei giorni nostri, e che deve fare finta che tutto vada bene.
Obbligo di dialogo sfibrato ad oltranza Lo invoca chi arretra, lo scansa chi avanza Ognuno basta a sé ma il conto non torna
PGR – Cronache di guerra II
Umberto Galimberti – Il successo della filosofia
Ma per chi, adattato al mondo, e con una discreta consapevolezza di sé ancora non reperisce un senso della propria esistenza, e quindi viene a contatto non con questo o quel dolore, ma con l’essenza del dolore, per costui non c’è rimedio in farmacia e forse neppure in psicoterapia. Leggi l’intera pagina
C’è una faccia maligna – Alda Merini
Sono intorno a noi, in mezzo a noi In molti casi siamo noi a far promesse Senza mantenerle mai se non per calcolo Il fine è solo l’utile, il mezzo ogni possibile La posta in gioco è massima, l’imperativo è vincere E non far partecipare nessun altro Nella logica del gioco la sola regola è esser scaltri Niente scrupoli o rispetto verso i propri simili Perché gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili Sono tanti, arroganti coi più deboli e zerbini coi potenti Sono replicanti[🡕], sono tutti identici, guardali Stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere Come lucertole s’arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno Spendono, spandono e sono quel che hanno
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Come le supposte abitano in blister full-optional Con cani oltre i 120 decibel e nani manco fosse Disneyland Vivon col timore di poter sembrare poveri Quel che hanno ostentano e tutto il resto invidiano Poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono Parton dal pratino e vanno fino in cielo Han più parabole sul tetto che San Marco nel Vangelo E sono quelli che di sabato lavano automobili Che alla sera sfrecciano tra l’asfalto e i pargoli Medi come i ceti cui appartengono Terra-terra come i missili cui assomigliano Tiratissimi, s’infarinano S’alcolizzano e poi s’impastano su un albero (boom!) Nasi bianchi come Fruit of the Loom Che diventano più rossi d’un livello di Doom[🡕]
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Ognun per sé, Dio per sé Mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica Mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano Altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano Mani che poi firman petizioni per lo sgombero Mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli Che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli Quelli che la notte non si può girare più Quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tivù Che fanno i boss, che compran Class[🡕] Che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica Che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara Ma l’unica che accendono è quella che dà loro l’elemosina ogni sera[🡕] Quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro Luna Nera
E sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio Sono intorno a me, ma non parlano con me Sono come me, ma si sentono meglio
Frankie hi-nrg mc – Quelli che benpensano
Tappami, Levante. Tappami.
Libero (Massimo Ceccherini) dentro la bara, ne Il Ciclone
Come se finisse il mondo. Il senso dell’esperienza schizofrenica – Eugenio Borgna
“Confessa! confessa! mi si gridava come si faceva un tempo con gli stregoni e con gli eretici, e alla fine ho deciso di lasciarmi classificare in una malattia definita dai medici, e chiamata indifferentemente dal dizionario medico come teomania o demonomania. Servendosi dei significati immanenti a queste due definizioni, la scienza si attribuisce il diritto di fare sparire, o di ridurre al silenzio, tutti i profeti e i veggenti predetti dall’Apocalisse; e io mi rallegravo di essere uno di questi”. Leggi l’intera pagina
La mia natura, portata al silenzio e alla riflessione, aveva sempre provato un certo disgusto per ogni forma di frastuono o di clamore, per ogni manifestazione di quell’allegria portata all’eccesso che tanto spesso sconfina nella violenza. Avevo sempre odiato la gozzoviglia goliardica e carnevalesca come se la morte, proprio nei riti che vogliono esorcizzarla, mi si facesse ancora più minacciosa.
La variante di Lüneburg – Paolo Maurensig
Io sto bene, io sto male, io non so cosa fare Non studio, non lavoro, non guardo la tivù Non vado al cinema, non faccio sport
CCCP – Io sto bene
Tu quindi come stai Se è lecito, che fai in quell’attualità che pare vera?
Le cose che pensano – Pasquale Panella per Lucio Battisti
Vicino al Giordano – Alda Merini
Gli aspetti della morte sono talvolta abnormi. – Alda Merini
L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
Il fiume scorre da sempre e le vicende degli uomini si svolgono sulla riva. Si svolgono per essere dimenticate il giorno dopo e perché il fiume scorra oltre. Leggi l’intera pagina
Io mi sono una donna – Alda Merini
I poeti lavorano di notte – Alda Merini
Quando si sa con assoluta certezza che tutto è irreale, non si vede proprio perché ci si dovrebbe affannare a provarlo.
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
”…Ma Elohim sa che, il giorno in cui ne mangerete, i vostri occhi si apriranno”. Si sono appena aperti, e già comincia il dramma. Guardare senza comprendere, questo è il paradiso. L’inferno sarebbe dunque il luogo in cui si comprende, in cui si comprende troppo…
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
Se potessimo vederci con gli occhi degli altri, scompariremmo all’istante.
Emil Cioran – L’inconveniente di essere nati
La mia indipendenza che è la mia forza, implica la solitudine, che è la mia debolezza.
P.P. Pasolini – Il Caos, su “Tempo Illustrato”
(Giuliana e il figlio, davanti alle fabbriche)
– Perché quel fumo è giallo?
– Perché c’è il veleno.
– Ma allora se l’uccellino passa lì in mezzo, muore.
– Ma ormai gli uccellini lo sanno, e non ci passano più.
Il deserto rosso (1964), scena finale
– Io non sono guarita. Non guarirò mai. Mai…
[…]
– Non fare così, calmati. Perché hai paura, di che cosa?
– Delle strade, delle fabbriche, dei colori, della gente… di tutto!
[…]
C’è qualcosa di terribile nella realtà, e io non so cos’è. Nessuno me lo dice. Neanche tu mi hai aiutata, Corrado.
Giuliana, “Il deserto rosso”
Chi lavora è perduto / In capo al mondo – Tinto Brass
Mondo boia, mondo can, che ernia per un toco de pan. Mondo can, mondo boia, se crepa de fame o se crepa de noia. Continua a leggere
Il nostro bisogno di consolazione – Stig Dagerman
Mi manca la fede e non potrò mai, quindi, essere un uomo felice, perché un uomo felice non può avere il timore che la propria vita sia solo un vagare insensato verso una morte certa. Non ho ereditato né un dio né un punto fermo sulla terra da cui poter attirare l’attenzione di un dio. Non ho ereditato nemmeno il ben celato furore dello scettico, il gusto del deserto del razionalista o l’ardente innocenza dell’ateo. Non oso dunque gettare pietre sulla donna che crede in cose di cui io dubito o sull’uomo che venera il suo dubbio come se non fosse anch’esso circondato dalle tenebre. Quelle pietre colpirebbero me stesso, perché di una cosa sono convinto: che il bisogno di consolazione che ha l’uomo non può essere soddisfatto. Continua a leggere
Ed è subito sera – Salvatore Quasimodo
Olin Miller
Chi non ha le ali necessarie quando nasce non gli crescono mai più. Chi non sa per natura piombare a tempo debito sulla preda non lo imparerà giammai e inutilmente starà a guardare come fanno gli altri, non li saprà imitare. Si muore precisamente nello stato in cui si nasce, le mani organi per afferrare o anche inabili a tenere.
Italo Svevo – Una vita